Anche oggi giornata estremamente faticosa per chi osserva i mercati.
Ancora dopo pranzo i listini europei erano a quota -3% rispetto alla chiusura di ieri.
Solo da pochi minuti hanno recuperato forza, con gli Stati Uniti addirittura in territorio positivo (S&P +0.15%). Ma la volatilità rimane elevata.
Dall'altra parte, il reddito fisso oggi è debole, con i tassi in Germania e negli Stati Uniti rispettivamente a 2.11% e 2.09%. I perifici più deboli (Grecia e Portogallo) hanno allargato, mentre l'Italia stringe di 2bps e l'Irlanda di 29bps.
Certamente con del ritardo, anche altre case d'investimento hanno iniziato a ridurre le stime di crescita del GDP (Citigroup da 1.7% a 1.6% per il GDP US 2011 e da 2.7% a 2.1% per il 2012). Gli economisti sono notoriamente laggard, ma per voler essere ottimisti, non è escluso che sia vicino un bottom nel soft patch testimoniato anche ieri dal Philly Fed (quanto vicino il bottom? 1,2 3 mesi?).
Il problema è che il sentiment sui mercati finanziari può alterare nei prossimi mesi l'atteggiamento dell'economia reale. Purtroppo sembra che il mercato stia comprando lo scenario peggiore, con l'oro che anche oggi tocca nuovi massimi (1.878,15).
Positiva è la news che i regulator dell'Unione Europea possano superare l'opposizione della Germania e proporre comunque una legislazione sui famigerati "eurobond". Nelle parole di Olli Rehn, questo tipo di strumenti avrebbero l'obiettivo di rafforzare la disciplina fiscale all'interno dell'area euro e di aumentare la stabilità dell'Unione. Ma il tema è quando sarà pronta una legislazione (probabilmente verso la fine dell'anno).
Per dovere di cronaca, riporto anche che la Merkel ha appena detto "we don't want Eurobonds"...
Ieri vi promettevo un aggiornamento sull'indicatore Global Risk Appetite. Lo trovate in allegato (siamo vicini ai minimi storici, spesso occasione di acquisto):
Settimana prossima sarà densa di notizie sul fronte macro. Abbiamo la survey sull'attività nell'area di Chicago, gli ordinativi di beni durevoli e alcuni dati sul mercato immobiliare, oltre allo ZEW in Germania e, much more important, Jackson Hole.
Settimana prossima ci sarà infatti la famosa conferenza di banchieri centrali, durante la quale nel 2010 Bernanke annunciò che erano pronti ad acquistare più Treasuries, MBS e azioni nel caso l'economia avesse rallentato il proprio passo. Oggi le condizioni sono nuovamente propizie per un'azione decisa da parte dei policy makers.

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