Anche oggi assistiamo a un allargamento degli spread sui periferici, in particolare su Grecia e Italia (dove il BTP è di nuovo salito sopra il 5%).
Vi ricordo che un tema caldo per il quale le aspettative dei mercati sono state continuamente disattese è stato l'auspicato aumento della "firepower capacity" dell'EFSF (European Financial Stability Facility). Qui la partita è tutta politica, dato che la Merkel non intende assolutamente cedere prima delle elezioni regionali in Germania. Almeno fino alla fine di settembre, quindi, non è ragionevole attendersi un dietro-front di Angela, né un annuncio di un incremento dell'EFSF a livelli convincenti (ad esempio, intorno a € 1.5trn). Il mercato vuole essere apparentemente certo che la capacità dell'EFSF possa sostenere non solo un bail-out della Spagna (per il momento, remote possibility), ma eventualmente anche uno dell'Italia. Quindi, BTP e Bonos ancora sotto pressione nello short-term.
E relativamente alla Grecia sarà un autunno caldo (anche oggi nuovi massimi di tasso su 2yr e 10yr in Grecia): vi ricordo infatti che il paese (4 anni di recessione!) soffre di una disoccupazione al 15.8%, con un livello di unemployment giovanile al 40%. Inoltre, la sensazione è che tra gli "ordinary Greeks" vi sia poca convinzione che il paese riuscirà ad aderire alle condizioni imposte per il secondo bail-out. Anche i European Rates strategist di Credit Suisse affermano che "the deeper we look into the details of the latest Greek bailout, the less we like it – in our opinion, the assumptions on growth and privatization remain far too rosy and the costs associated with the planned PSI are likely much greater than forecast. We expect a slew of negative headlines in coming weeks that will refocus attention on Greece and the periphery in general"
Sul fronte dei mercati, dopo la chiusura brillante ieri negli Stati Uniti (S&P 500: +3.43% e NASDAQ: +4.29%), l'Asia non ha seguito il trend positivo. Il Giappone ha infatti chiuso il trading a -1%, Hong Kong a -2% e la Corea del Sud a -1.2%. In mattinata anche il resto dei mercati emergenti in EMEA ha mostrato tentennamenti, con Turchia a -0.5% e Russia a -0.6% prima dell'ora di pranzo (ora rispettivamente a +0.54% e +1.12%). Dopo la prima ora di trading, l'Eurostoxx 50 teneva bene (+0.72%) e soprattutto l'Italia rimbalzava dell'1% dopo la chiusura negativa di martedì pomeriggio (-1%).
L'IFO è purtroppo uscito stamane al di sotto delle attese degli economisti: 108.7 vs. 112.9 del mese di luglio. È il secondo mese consecutivo che la survey mostra un calo, e l'indice si trova ai minimi da giugno 2010 (certamente è un dato esacerbato anche dall'andamento erratico sui listini azionari). Oggi il problema è che la Germania sta rallentando. Dal 2007 alla 1H11 la Germania è stata un motore importante, capace di recuperare la propria capacità di produzione industriale, riportandola ai massimi. Questa decelerazione del motore tedesco ovviamente rimescola le carte in tavola sul fronte delle aspettative macro per la 2H11, anche alla luce delle manovre di austerità fiscale across-Eurozone.
Oggi gli strategist di Credit Suisse hanno pubblicato una breve nota di "storia giapponese": quando il Giappone ha sperimentato la sua financial crisis nel 1997, le "private non-financial institutions" sono diventante un "net-saver" e fornitore di fondi al settore bancario, il quale in mancanza di "prenditori di fondi" ha reinvestito costantemente in JGBs, portando quindi a quell'environment di tassi bassi che osserviamo ancora oggi.
In US oggi c'è un surplus di cash che siede sui bilanci delle società (e anche le famiglie hanno aumentato la propria propensione al risparmio): positive for risky assets se questo cash viene finalmente reinvestito in capex, assunzioni o M&A, negative se rimane on balance sheet e viene riciclato in US Treasuries. In questo caso credo che Obama dovrà per forza trovare un incentivo per invertire la tendenza.
Oggi i Durable Goods negli Stati Uniti hanno sorpreso al rialzo (headline +4% vs. +2% consensus, ex transportation +0.7% vs. -0.5%). Vi ricordo che si tratta comunque di rilevazioni sul mese di luglio, in linea con le attese di un rimbalzo nella produzione del settore automotive (da noi ampiamente prevista). Sulla notizia i mercati azionari stanno provando un rimbalzo, con l'Eurostoxx 50 ora a +2.4% e US a +0.95%% dopo una mattinata negativa per i futures americani. Guardando i volumi, siamo molto leggeri (30-40% rispetto alla media degli ultimi 20 giorni): ovvero, sembra che tutti siano in attesa di Jackson Hole. Chi era short tra gli HF, ha fatto short-covering dopo i Durable, chi è long only ma è sottopesato sta forse tentando di ricoprire in attesa di positive newsflow dopo il week-end.
In chiusura, credo sia sensible citare un commento realista del 3 agosto di Kasper Bartholdy, FI strategist su EM di Credit Suisse: "a new batch of remarkably weak growth indicators from around the globe have escalated the risk of debt-servicing problems in the euro zone and have generally made it look hazardous to hang on to investment strategies that are based on confidence in a substantial near-term global output rebound".
P.s.: oggi BAC fa +8%. Anche Meredith Whitney è uscita con commenti a sostegno del titolo…will it last?
P.p.s.: l'oro ritraccia pesantemente: -4.6%, biggest slump in 18 months...

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