Oggi è una giornata intonata sul de-risking. Per darvi un veloce quadro della situazione, as of writing abbiamo i maggiori indici europei che perdono tra l'1.7% dell'Inghilterra e il 3.2% dell'Italia e della Spagna. Naturalmente US si conferma più defensive e scende solo dell'1%. Sul fronte dei cambi l'euro quota a 1.372 contro il dollaro ed è in indebolimento contro tutte le valute (0.862 contro sterlina e 106.7 contro yen). Sul fronte obbligazionario abbiamo il Bund stabile a 1.8%, l'UST a 1.96% e i periferici che si allargano (Italia +11bps, Spagna +13bps, Grecia +38bps e Portogallo +20bps).
Questo scossone di mercato - dove le banche sono nuovamente sotto pressione (SocGen -9.2%, CredAgr -7.4%, Barclays -6.5%, BNP -5.8%) - è stato apparentemente guidato dalla contemporanea uscita di due notizie: la prima (ancora rumour non confermato) è relativa alla possibilità che la Grecia vada in default durante il weekend, la seconda riguarda la BCE e in particolare uno dei suoi membri (Stark, tedesco), che ha annunciato le proprie dimissioni con 3 anni di anticipo sulla scadenza del suo mandato. Entrambe le informazioni sono probabilmente un pretesto per ridurre il beta e il rischio in maniera generalizzata, dato che in questo momento il mercato sta già prezzando una probabilità di default di Atene oltre il 90% e non è una novità che vi sia una fronda germanica all'interno della BCE che si trova "uncomfortable" nei panni di "rescuer of last resort".
Ma questo è bastato a spingere i mercati nuovamente in panic-mode: Wilmot ci ha spiegato l'altro giorno di quanto possa essere lungo (e doloroso) il processo di bottoming-out in queste situazioni, mentre oggi Garthwaite (Equity Strategist di Credit Suisse) addirittura si posiziona in maniera più cauta rispetto all'azionario. Quoto: "We think the probability of a mild recession has increased from 20% to 25% (ma gli economisti US di Credit Suisse pensano a un 30%). This takes the weighted average of the S&P fair-value on our scenarios – and, hence, our 2011 year-end target – to 1,180 (to now be close to our US strategists’ target of 1,100) from the previous level of 1,220 (we also lower our year-end 2012 target to 1,260 from 1,300). We also reduce our weighting of equities to benchmark from a 2% overweight." Le ragioni di questo downgrade sull'equity è motivato da 1) crescita molto più bassa di quanto atteso, con impatto negativo su US employment, 2) prezzi dei beni alimentari che non stanno calando, 3) leadership politica in Europa di scarsa fattura, 4) rischi di ulteriore austerità in US e 5) una Cina che de facto non ha ancora smesso di fare tightening.
Mi preme riportarvi quanto ha meglio delineato in una nota il team di Wilmot, relativamente alla situazione in Europa. Probabilmente poco è trapelato sul mainstream news, ma il rationale è il seguente. Innanzitutto sembra essere ancora più consensus l'idea che sia meglio per la Grecia defaultare (o addirittura lasciare l'area euro) piuttosto che continuare con questa farsa dell'interno "bail-out process". Il denaro risparmiato potrebbe servire a ricapitalizzare le banche europee. E l'EFSF potrebbe essere più efficacemente utilizzato per gli altri periferici, i quali stanno prendendo misure concrete per migliorare le proprie condizioni. Inoltre, anche sul fronte dell'unione fiscale il consensus sta raggiungendo una view in cui nuove misure e un framework da comunicare al mercato siano ormai necessarie: se Italia e Spagna (ma forse anche la Francia) dovessero intraprendere ulteriori misure di fiscal retracement, diventerebbero ancora più necessarie "growth-promoting structural reform" per l'intera area euro. E questo richiede un cambiamento dei contenuti del trattato di Maastricht, fatto che la Merkel non esclude più come possibilità concreta. Infine, non è più ragionevole pensare che né l'EFSF né l'ESM siano in grado di affrontare una crisi che coinvolga Spagna e/o Italia. Allo stesso tempo la BCE non può agire se non a condizioni rigorose rispetto ai paesi che sostiene sul mercato obbligazionario secondario.
Chiudo con latest news da Bloomberg: GERMANY SAID TO PREPARE PLAN TO SHIELD BANKS IF GREECE DEFAULTS.
Sarei curioso di sapere cosa può dire la Francia sulle sue…

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