venerdì 16 settembre 2011

Sell into strength or follow the trend?

Ieri mi sono perso una sessione veramente densa sui mercati azionari.

L'Eurostoxx 50 ha chiuso a +3.47%, dopo le altrettanto buone giornate di martedì e mercoledì (+2.09% e +2.29%). Oggi, as of writing, è a +1%.

Il FTSEMIB sta facendo +1.34%, mentre ieri ha chiuso a +3.55%. Anche il DAX è stato altrettanto forte, facendo forse leggermente meglio durante la settimana.

Altri risky assets (come i periferici), stanno stringendo bene quest'oggi: il BTP è a 5.4% (-15bps), la Grecia stringe di 130bps (19% di rendimento) e anche i Bund sono well bid, nonostante il maggiore appetito per il rischio di queste ultime sedute.

Trovare le motivazioni di questo rimbalzo è relativamente agevole: il panico era eccessivo (gli strategist di Credit Suisse sintetizzano bene quanto il "selling seems to get tired when Global Risk Appetite reaches below -6) e alcune comunicazioni da policy-markers hanno fatto da catalyst per innescare un significativo short-covering, anche e soprattutto sulle banche. Oggi CS recupera 5.62% (quota 22.91), SocGen è a +3.2% e anche le italiane sono supportate (Unicredit +2% e Intesa +1%). Non è un mistero che la capitalizzazione delle banche europea sia al centro delle attenzioni degli speculatori di mezzo mondo, ed è altrettanto ovvio che una parziale soluzione dell'impasse politico su "Grecia/stabilità area euro/contagio sul debito" sta nella volontà di re-indirizzare i fondi del bail-out su Atene in uno strumento che, adeguatamente strutturato (come un'enhanced ESFS) possa operare similarmente a TARP americana. Ovviamente si tratta di un'opzione che ha i suoi "cons", ma i "pros" al mercato piacciono. Sempre su questi temi, oggi c'è un incontro dell'Eurofin: si parlerà del Private Sector Involvement in Grecia, del collateral arrangement con la Finlandia e, cosa assai più rilevante, la compliance di Atene rispetto al piano di rientro dal deficit, che se non soddisfacente potrebbe bloccare l'esborso dell'ulteriore tranche di sostegno per la Grecia. La partecipazione di Timothy Geithner a questo meeting è ovviamente associata all'idea dell'euro-TARP di cui sopra.

Anche le banche centrali hanno contribuito a un risollevamento degli umori, a partire dalla BCE: ieri ha infatti annunciato che presterà dollari alle banche dell'area euro, attraverso una facility che prevede tre installments differenti, ciascuno con maturity 3-mesi. La mossa è stata presa in accordo con Federal Reserve, Bank of Japan, Bank of England e Swiss National Bank: credo sia la coralità dell'azione, in primo luogo, ad apportare un segnale positivo ai mercati. Il resto sono technicalities.

Prima di passare a una breve view di mercato (cosa forse più utile della semplice cronaca della giornata), vorrei commentarvi velocemente il caso di UBS. Come ormai noto, un trader del desk Delta-1 ha probabilmente mal gestito una situazione legata all'annuncio della SNB di peggare il franco svizzero. In buona sostanza, o ha invertito il segno di un FX swap (per sbaglio) o ha fatto un hedge insufficiente per un currency risk legato a un ETF. Alle volte, la percezione che gli ETF siano privi di rischio (e contengano solo rischi di mercato "delta-1"), sottostima situazioni di "black-swan" presunti (come il peg della Banca Centrale Svizzera) in cui la complessità di "running, constructing, trading and holding them" può causare grosse dislocations. 2bn di loss sono veramente tanti. Condivido un link interessante per chi volesse approfondire: http://www.terrysmithblog.com/straight-talking/2011/09/etfs-you-were-warned.html

La domanda che ora ci stiamo ponendo è: sell into strength? Follow the trend?

Personalmente ritengo che la politica in Europa (a mio avviso più difficile da interpretare, e necessariamente tale) si stia finalmente coordinando verso un obiettivo vicino alle attese del mercato. Non è escluso che il gioco di rimpiattino con la Grecia possa protrarsi ancora fino a dicembre (ne parlavamo tempo fa: settembre o dicembre possono essere i mesi in cui Atene può defaultare), tanto da estremizzare ulteriormente le posizioni. Ma il framework si sta sviluppando dietro le quinte: mercoledì vi facevo riferimento a un atteggiamento "ahead of the curve" che deve intervenire complessivamente nell'attività di policymaking in area euro, e oggi Trichet ne ha fatto esplicita menzione, segnalando che si tratta di un "permanent message". L'equity probabilmente in Europa (insieme al Bund) sconta uno scenario che è veramente da Doomsday, mentre la realtà dei fatti è che abbiamo decelerazione causata da combinazione di "mid-cycle slowdown" e shock di fiducia, la quale - se ritrovata - può riportare in carreggiata la ripresa economica globale. I mercati "sentiment driven" sono molto pericolosi da trattare, e potrebbero verificarsi short-squeeze brevi e violenti (come quello di questi giorni) che fanno "clearing" sui listini.

Quello che potrebbe danneggiare ulteriormente il mood sono dichiarazioni come quella appena ricevuta dalla Polonia: Eurogroup head Jean-Claude Juncker said Friday "We don't see any room for maneuver inside the euro area which would and could allow us to launch a new fiscal stimulus package," Juncker said. "We cannot put at risk the consolidation of public finances, which is now well on track". Se US rallenta e i mercati emergenti (ex-China) sono meno veloci (ne è l'esempio il dietro-front sui tassi della banca centrale brasiliana), l'Europa ha bisogno di altre fonti di supporto per crescere. E l'austerità attuale non aiuta. Se poi pensiamo che la Germania può emettere debito a meno di 2%, forse dello spazio di manovra c'è…

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