mercoledì 9 novembre 2011

Nuovi massimi sul tasso BTP

Brutte nuove sul fronte interno: il BTP decennale (ma non solo quello) ha fatto nuovi massimi e ora quota a 550bps sopra il Bund. Pochi i commenti dal mondo politico europeo (scandaloso…ma commento in chiusura), mentre solo poco fa Napolitano ha pubblicato un comunicato che intende fugare ogni equivoco o incomprensione sui mercati. Ve lo riporto:

1) non esiste alcuna incertezza sulla scelta del Presidente del Consiglio on. Silvio Berlusconi di rassegnare le dimissioni del governo da lui presieduto. Tale decisione diverrà operativa con l'approvazione in Parlamento della legge di stabilità per il 2012;

2) sulla base di accordi tra i Presidenti del Senato e della Camera e i gruppi parlamentari sia di maggioranza sia di opposizione, la legge sarà approvata nel giro di alcuni giorni;

3) si svolgeranno quindi immediatamente e con la massima rapidità le consultazioni da parte del Presidente della Repubblica per dare soluzione alla crisi di governo conseguente alle dimissioni dell'on. Berlusconi;

4) pertanto, entro breve tempo o si formerà un nuovo governo che possa con la fiducia del Parlamento prendere ogni ulteriore necessaria decisione o si scioglierà il Parlamento per dare subito inizio a una campagna elettorale da svolgere entro i tempi più ristretti.

Sono pertanto del tutto infondati i timori che possa determinarsi in Italia un prolungato periodo di inattività governativa e parlamentare, essendo comunque possibile in ogni momento adottare, se necessario, provvedimenti di urgenza.

Il decennale greco è al 25%, la Spagna si avvicina al 6%.
Rammento a tutti che il bailout per Portogallo, Grecia e Irlanda è stato fatto quando il loro decennale è salito oltre l'8% e solo pochi giorni dopo aver superato il 7%:

Country Date Bailed Out 10Y spread 10Y yield Work Days Above 7%
Greece May 2, 2010 +544bps 8.50% 18
Ireland Nov 21, 2010 +544bps 8.09% 15
Portugal Apr 6, 2011 +510bps 8.54% 55

Sull'azionario i volumi sono su del 40% rispetto alla media degli ultimi 20 giorni: c'è paura. Eurostoxx perde il 2.4%, l'Italia il 4% (!!!) e gli Stati Uniti il 2.1%. C'è risk-off anche sui mercati emergenti, dove la Russia cede il 3.2% e il Brasile perde l'1.8%, as of writing. Si stringono invece i risk-free assets (ma esistono ancora?), con il Treasuries che quota 1.97% e il Bund a 1.72%. Sulle valute, come prevedibile, si apprezza il dollaro contro euro (1.3587, a +1.8%) e anche lo yen (105.63, a +1.8%). Nella notte i dati macro cinesi non hanno deluso: inflazione in linea con le attese e ai minimi degli ultimi 6 mesi, e produzione industriale più bassa ma comunque sostenuta. Ma il newsflow macro non è sufficiente a sostenere i mercati. Oggi, anche il Direttore Generale del Fondo Monetario Internazionale (Christine Lagarde) ha avvertito che qui si rischia una "lost decade" a livello globale, a meno che le nazioni mondiali agiscano consensualmente per controbattere le minacce alla crescita. In questo avvertimento è stata supportata da India e Cina, entrambe palesemente preoccupate per l'evolversi degli eventi. Ora che il "re è nudo", anche per l'Italia le dinamiche di debito diventano insostenibili: se non si agisce in fretta, con tassi oltre il 7%, il rischio è vedere il rapporto debito su PIL aumentare oltre il 120% da qui ai prossimi anni, contrariamente a quanto stimato precedentemente da governo, Unione Europea e Fondo Monetario Internazionale.

È però assordante il silenzio delle capitale europee. Ricercando sulla stampa estera trovo questo commento di Angela Merkel: "it is time for a breakthrough to a new Europe". C'è però da muoversi con più celerità, credo. E mi torna in mente quanto disse Carmelo Bene durante una storica trasmissione "Uno contro tutti": "Non fingo di interessarmi ai problemi della patria, all'Europa. A fare, come dice Derrida, questa 'rimpatriata' (che poi Mitterand deve ancora spiegare a Jacques Derrida cosa vuol dire 'essere a casa', 'sentire odore di casa' entrando in Europa). Cos'è l'Europa? Di quale colonizzazione si tratta? Di colonizzare noi stessi? Altri? I popoli?".

Il mio timore è che qualcuno in Europa stia fingendo di interessarsi ai problemi dell'Europa. La mia speranza è invece che, anche interpretando Jacques Derrida, i capi di governo europei si muovano velocemente a capire che l'Europa che vince è un'Europa intesa come apertura, sempre in "costituzione" piuttosto che formata una volta per tutte (vedi trattato di Mastricht). Per questo è necessario che, contrariamente a quanto scrivevo qualche giorno fa, i tedeschi non facciano più i tedeschi, gli italiani non più gli italiani e i francesi non più i francesi.

Operativamente, quale soluzione si potrebbe implementare? Difficile dirlo, ma intanto un euro più debole, per aiutare la competitività della nostra periferia: senza un surplus di partite correnti, anche una riduzione dello stock di debito non aiuterà nel medio/lungo termine. Quindi, ristrutturare il debito dei paesi a rischio, anche attraverso logiche di netting inter-paese (vale anche per le banche). Evitare di lasciare in piedi istituti di credito ormai "zombie", preservare il "disposable income" dei cittadini e stimolare la crescita, a partire dalla Germania. È l'unica che può farlo (anche i cinesi gliel'hanno detto) ed è assolutamente necessario per evitare di vanificare gli effetti di qualsiasi incremento di tassazione.

Sono tempi difficili. Ma, cercando di essere ottimisti, se si riuscisse a risolvere il problema, lo short-squeeze sarebbe colossale!

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