As of writing abbiamo nuovamente il BTP a quota 6.64%, vicino ai massimi di giornata (6.67%) e a livelli di spread rispetto al Bund significativamente alti (+483bps sul decennale, +590bps sul tre anni). Stupisce l'andamento rialzista di piazza Affari, con l'indice FTSE MIB su dell'1.32% e le banche positive (Intesa +2.84% e Unicredit +1.87%). Il resto dei mercati non brilla, con Eurostoxx giù di 68bps e l'S&P 500 negativo dello 0.53%. Sui mercati emergenti rincuora la performance positiva di Brasile (+0.94%) e di Russia (+1.32%), entrambi paesi dove siamo sovrappesati, mentre continua ad arrancare la Cina (-0.73%).
Mi duole ripeterlo, ma il mercato in queste sedute rimane dominato dal newsflow politico: la volatilità dei listini, che nella mattinata erano pesantemente in rosso, è influenzata dal rincorrersi delle speculazioni sulle sorti del nostro governo e del suo primo ministro. Se prima di pranzo c'erano rumours di mercato che davano per certa una mossa a sorpresa di Berlusconi (in senso "dimissionario"), dopo il caffè si erano subito serrati i ranghi dei falchi della maggioranza, con l'intento di smentire qualsiasi indiscrezione (che, paradossalmente, è stata messa in circolo proprio da quegli ambienti). La percezione di molti è che uno o due uomini (più Gianni che Mario) siano ormai in pole-position per prendere le redini di un esecutivo tecnico, condizionalmente a quanto accadrà domani durante il voto sul budget (con annessa fiducia? Non è ancora chiaro...). Certo è che, a molti, sembra assurda la pressione sui nostri Titoli di Stato solo per questa ragione.
In Grecia gli accordi tra maggioranza e opposizione, con la benedizione del Presidente, hanno portato a un'evoluzione che potrebbe vedere Papandreou farsi da parte, per lasciare posto all'ex-vice presidente della BCE, Lucas Papadimos, che condurrebbe un governo di unità nazionale per adempiere agli impegni comunitari (e risolverebbe l'imbarazzante tematica referendaria). Anche in altre parti d'Europa, relativamente a misure di austerità fiscale, si confermano "altri impegni". Il governo francese implementerà nuove proposte per ridurre il deficit di bilancio di altri 18.6bn nei prossimi due anni: il Financial Times, riportando quanto detto dal primo ministro Fillon, evidenzia che il deficit potrebbe essere eliminato entro il 2016, portando risparmi per circa 65bn nei prossimi 5 anni. Dall'altra parte, la Merkel ha annunciato un "tax break" di 6bn per i prossimi due anni, forse nella speranza di essere anticiclica con questa mossa.
Stasera a Brussels si riunisce l'Eurogruppo, composto dai ministri delle finanze dei paesi dell'area euro. Domani mattina continueranno gli incontri, con alcuni (come Schaeuble) che cercano di calmare il sentiment di mercato affermando che l'Italia non è in una situazione comparabile a quella della Grecia: se riusciremo a implementare le misure stabilite, ristabiliremo la fiducia dei mercati. Mi sembra a questo riguardo più lungimirante il commissario europeo agli affari economici e monetari Olli Rehn, il quale ha detto al Parlamento Europeo che "the slowdown is linked to a profound lack of confidence in the economy as well as occasionally in EU policy-making and the answer must be to resolve the region’s sovereign-debt crisis." Ed è proprio la fiducia che ha danneggiato le varie "survey" del settore manifatturiero e dei servizi, portando molti analisti a ritenere più che probabile una recessione tecnica in area euro.
Chiudo segnalando come il newsflow geopolitico (in particolare, relativamente a Israele e all'Iran) stia peggiorando, come avrete ormai letto anche sui nostri quotidiani: "An upcoming report by the International Atomic Energy Agency (IAEA) to be released within a week will make the most detailed charges to date that Iran’s nuclear program is geared toward weapons development and military use, several unnamed Western diplomats briefed on the report said, CNN reported Nov. 6. The diplomats said that the report will include new information on efforts by Iran to develop technologies to build a nuclear weapon, including computer models of a nuclear warhead. The upcoming report is expected to make more explicit charges that Iran is developing nuclear weapons than previous reports, the diplomats said." (Source: Stratfor Global Intelligence).

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