As of writing, market selling off behind….
- EU officials say French/German plan will go through
- EU officials say French/German plan will NOT go through
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- EU officials say French/German plan will NOT go through
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- EU officials say French/German plan will NOT go through
- EU officials say French/German plan will go through
ENOUGH already..............
Questo è il commento di un trader (con il quale concordo pienamente). I mercati sono un po' fed up rispetto al newsflow incontrollato (oggi ci ha lasciato anche Qaddafi, senza però influenzare più di tanto l'andamento delle quotazioni petrolifere). Oggi Italia debolissima: FTSE MIB a -3.78%, BTP oltre il 6% (ora rientrati leggermente) e sovraperformance dei listini più difensivi (S&P 500 -0.53% e FTSE -1.55%). Emergenti anch'essi sotto pressione, ma tutto sommato in linea (o meglio) delle piazze europee: Brasile -1.6%, Russia flat e Shanghai a -1.9% (contro Eurostoxx a -2.5%). La confusione in area euro è probabilmente la ragione più evidente di questo market sell-off. Sarkozy vorrà probabilmente ricapitalizzare le banche tramite l'EFSF, mentre Merkel si opporrà certamente.
Piuttosto che discutere degli scenari politici, penso sia opportuno rivedere la situazione macro, così da poter individuare una "corrente".
In Europa è ormai scontato (probabilmente anche dai mercati) che la crescita economica sarà molto più lenta di quanto atteso all'inizio dell'anno (avendo avviato misure fiscali restrittive in molti paesi dell'Unione), con la possibilità anche di assistere a qualche trimestre di recessione (seppure "mild"). Ma dipende molto dal risultato delle discussioni politiche di questi giorni: difficile scommettere quando ci sono probabilità binarie di questo genere (vedi sopra commento trader…è una roulette su cui scommettere rosso&nero). Certamente le valutazioni sono più attractive in Europa che negli Stati Uniti. Ci sarà poi l'entrata in campo di Draghi come Governatore della Banca Centrale Europea: schiaccerà o meno il bottone del "taglio tassi"? Per il momento sono decisamente più pro-attive le banche centrali dei paesi emergenti: ieri la COPOM brasiliana ha tagliato i tassi di altri 50bps, portando il costo del denaro a quota 11.5%.
In America del Nord abbiamo alcuni leading indicators in miglioramento: oggi il Philly Fed (dato molto seguito dagli economisti) ha sorpreso le aspettative al rialzo. Continua quindi quel trend preannunciato nei giorni scorsi (attese degli analisti deluse al rialzo), ma qui le valutazioni sono meno interessanti, ovvero l'S&P 500 è più "fairly valued". US equities sono decisamente più "defensive", quindi potrebbero sovraperformare se la crisi in Europa si aggrava, mentre avrebbero poco supporto nell'eventualità opposta. Certo, il fatto macro marginalmente più positivo è al momento paragonabile soltanto a una "brezza" rispetto al vento che è necessario per far decollare l'economia americana. Comunque, in una fase di elevate correlazioni e di volatilità in aumento, non è improbabile che sovraperfomino i mercati con beta più basso.
E naturalmente, in questi contesti, sottoperformano i financials nostrani: Unicredit -12%, Intesa a -9.8%, mentre in Francia SocGen -7.6%, BNP -5.8%. E se ciò non bastasse, ecco un commento pomeridiano di Fitch (quoto): "Fitch Ratings says in a newly-published report that its outlook for Italy's largest banks is negative. The agency believes that the prospects for Italy's five largest banks have significantly deteriorated. At the same time, uncertainty over the resolution of the euro zone crisis gives rise to significant downside risks for Italian banks, whose funding costs are linked to spreads on government debts."
Rimaniamo con le cinture ancora allacciate (rosso) o quella di oggi è una buying opportunity (nero)?

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