Sessione moderatamente positiva, as of writing. L'Italia brilla rispetto alle controparti europee: FTSE MIB su del 2%, contro una Germania solo marginalmente positiva (+0.38%). Dall'altra parte dell'oceano, S&P 500 flattish (+0.12%) e poco brio anche sul resto del continente (Brasile flat). Nella mattinata la Cina aveva chiuso nuovamente negativa (Shanghai -0.25%), mentre la Corea del Sud segnava un'altra seduta positiva (+0.94%). Sui bond abbiamo debolezza diffusa su tutte le aree, tranne che negli Stati Uniti: il BTP ha superato per un momento quota 5.9% e anche la Francia continua ad allargare (il decennale è shy of 3.2%). Sul fronte valutario c'è poco di nuovo, salvo che sia lo yen che il dollaro stanno flirtando contro supporti importanti se valutate contro l'euro: segno che potrebbe esserci ulteriore pressione sulla valuta comunitaria nel caso si deteriori nuovamente la situazione in Europa.
La chiusura di questa settimana sarà nuovamente importante per gli affari interni all'Unione Europea: venerdì pomeriggio si incontrano i ministri delle finanze dell'Eurogruppo, sabato mattina c'è l'incontro allargato ai referenti delle finanze di tutta l'Unione, mentre domenica c'è il meeting del Consiglio Europeo, seguito da un incontro nel pomeriggio dei capi di stato e di governo dell'area euro. Sembra che sul tavolo ci siano diversi temi, tra cui quello dell'ipotesi "EFSF-insurer", in questi giorni debunked da alcuni analisti di altre case (la valutazione più intelligente è che l'EFSF in questo modo diventerebbe un gatto che si morde la coda: se l'Italia è al momento garante per l'EFSF, nel caso dovesse accedere al programma di insurance dell'istituto, come potrebbe fare da garante essa stessa? Questo diminuirebbe la capacità dell'EFSF...). Detto ciò, sembra che lo stress sul fronte interbancario sia lievemente diminuito nell'ultima settimana e mezza, anche se rimaniamo a livelli ancora relativamente alti rispetto alla scorsa primavera.
Sul fronte macro finalmente qualche altra buona notizia dagli Stati Uniti, con i dati del mercato immobiliare usciti meglio delle attese (+15% rispetto al mese precedente) e anche l'inflazione meno pressante rispetto quanto stimato dagli economisti (+2% y/y vs. +2.1%, escludendo food & energy). Questo sostanzia la nostra convinzione che le sorprese macro nelle prossime settimane possano continuare a essere positive, al punto da offrire supporto ai corsi azionari. Ma la long term picture rimane veramente challenging, sia negli States che qui in area euro.
Per il resto, giornata piuttosto grigia e priva di grandi spunti.

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