Giornata di restringimento sui nostri Titoli di Stato, dopo la "catastrofe" di ieri. Per tutta la mattinata si sono susseguite le notizie e le dichiarazioni a proposito di Mario Monti. L'economista Vaciago (vicino al professore) ha affermato che Mario Monti sarà nominato primo ministro lunedì prossimo: pare che il suo arrivo a Palazzo Chigi sia stato pianificato da Napolitano già da diversi mesi, con Monti stesso apparentemente impegnato negli ultimi 4 mesi a stendere un programma di governo. Tutto ciò sosterrebbe, secondo alcuni analisti, l'idea che l'operato del tandem Draghi-Napolitano-Monti sia la premessa per acquisti massicci di BTP sul mercato.
A questo proposito, oggi è uscito un buon pezzo della ricerca Investment Banking di Credit Suisse che riassume la situazione italiana, includendo qualche grafico esemplificativo. In buona sostanza, uno dei nostri vantaggi è che solo il 46% del nostro debito è in mano a investitori esteri (banche, fondi o istituti centrali come la BCE), mentre il grosso delle securities outstanding è direttamente o indirettamente in mano agli stessi italiani. Questo significa che un innalzamento del tasso d'interesse è sì un peso per lo Stato, ma si traduce anche in un effetto redistributivo (per lo meno fino a un certo punto…) sugli investitori domestici. Poi elencano numerosi punti a favore del nostro Paese, in termini fondamentali: le misure fiscale adottate durante l'estate dovrebbero garantire un calo nel deficit e del debito anche considerando gli scenari più conservativi, gli assets in mano allo Stato e alle famiglie (5/6 volte il PIL e più del 60% in immobili) potrebbero essere mobilizzati per affrontare la crisi e, infine, rispetto ai partner europei abbiamo un surplus primario attorno all'1% del PIL, con un deficit annuale che rimane in linea con le previsioni e che è meglio di quello registrato da inglesi, americani e giapponesi. Permane un problema di crescita, ma anche lì le misure presentate potrebbero nel medio termine aiutare il Paese: interessante però come gli analisti di Credit Suisse affermino (quoto) che "more measures and notably a full tax reform that would redirect the tax burden away from labour, notably, is however still required, in our view".
Sempre sullo stesso tema anche Andrew Garthwaite ha pubblicato una nota: "in a nutshell" sostiene che la BCE deve mostrare il suo committment e accettare il suo ruolo come "lender of last resort", vincendo l'opposizione tedesca (e qui la vedo ancora molto difficile). Andrew ricorda che l'Italia conta per il 17% del PIL europeo, il 7% delle esportazioni tedesche e il 25% dei bond dell'area euro: in his opinion, senza Italia nell'euro, non ci sarebbe più un'area euro. E non si può che essere concordi. Inoltre, calcola che i tassi devono scendere sotto il 6%-6.5% per rendere la dinamica del debito nuovamente sostenibile: un nuovo governo tecnico e un aiutino dalla BCE potrebbero portare a questo risultato.
A livello comunitario, il Commissario Olli Rehn ha segnalato che la crescita economica in Europa sta "stallando", evidenziando i rischi di recessione: il PIL per il 2012 è previsto in incremento dello 0.6% per l'Unione Europea e dello 0.5% per l'area euro. Per il 2013 queste stime sono rispettivamente dell'1.5% e dell'1.3%. Niente di stratosferico. A ciò si somma l'irresponsabilità di qualche "senior official" dell'Unione Europea che lascia trapelare la notizia che tedeschi e francesi stiano esplorando l'idea di un'area euro più piccola o a due velocità: idea subito contrastata da Barroso (saggiamente), ma in parte rilanciata da Sarkozy martedì.
Intanto il mercato ha fatto un'altra altalena anche oggi: as of writing, Eurostoxx è solo marginalmente positivo (+0.25%), mentre l'Italia è su dell'1%. Il BTP è rientrato sotto il 7% ma rimane a spread altissimi (511bps sul decennale e 600bps sul cinque anni). Stati Uniti sovraperfomano l'area euro, con l'S&P 500 a +0.75%.
Rimango tuttavia scettico, perché per il momento sono più gli hedge fund che si muovono (molto spesso con short covering), mentre sembra che gli investitori "long-only" stiano approfittando dei momenti di forza per alleggerire. Non c'è ancora "blood on the street" per diventare medium-term bullish. What's cheap can get even cheaper. Don't be greedy and keep a defensive bias in the short-term.
Se poi volessimo rivedere quali sono le soluzioni sul tavolo…mi viene da dire che "this turkey won't be able to fly"…
